Postato alle novembre 05, 2008 00:54 del mercoledì, 05 novembre 2008
Sillogismo n° 1:
Dio è amore.
L'amore è cieco.
Steve Wonder è cieco..
Conclusione: Steve Wonder è Dio.
Sillogismo n° 2:
Mi hanno detto che non sono nessuno.
Nessuno è perfetto.
Quindi, io sono perfetto.
Però, solo Dio ò perfetto.
Quindi, Io sono Dio.
Ma se Steve Wonder ò Dio...
Io sono Steve Wonder !!!
Merda !!! Sono cieco !!!
Sillogismo n° 3:
Quando beviamo alcol in eccesso, finiamo ubriachi.
Quando siamo ubriachi, dormiamo.
Quando dormiamo non commettiamo peccati.
Quando non commettiamo peccati, andiamo in Paradiso.
Conclusione: per andare in Paradiso bisogna essere ubriachi !!!
Sillogismo n° 4:
Penso, dunque esisto.
Le bionde sceme non pensano, quindi le bionde sceme non esistono.
Il mio amico dice che é vero perché esce con una bionda intelligente.
Ma se una bionda uscisse con il mio amico sarebbe scema.
Ma anche ammettendo che sia intelligente, dato che le bionde
intelligenti non esistono, il mio amico non esce con nessuna.
Conclusione: Il mio amico é frocio!!!.
Sillogismo n° 5:
Al giorno d'oggi i lavoratori non hanno tempo di fare niente.
Invece, gli scansafatiche hanno tutto il tempo del mondo.
Il tempo é denaro.
Quindi, gli scansafatiche hanno più denaro dei lavoratori.
Conclusione: Per essere ricco non devi lavorare!!!
Postato alle novembre 01, 2008 23:48 del sabato, 01 novembre 2008
Un camion carico di spranghe
e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE
Gli scontri di ieri a Roma
AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
Postato alle ottobre 23, 2008 22:09 del giovedì, 23 ottobre 2008
Disse qualcuno ieri: "NON CI SONO TAGLI ALLE SCUOLE PUBBLICHE"
Disse qualcuno oggi: "NON CI SONO TAGLI ALLE UNIVERSITà" (andate a guardare il testo della riforma!!) Esempi ne potrei fare qualche miliardo..
Queste frasi non le ha dette il fruttivendolo dal quale vado, il benzinaio o simili, ma un alto vertice.
Poche volte qui mi sono occupato di politica, ne capisco poco e non sono la persona più appropiata per farlo, rischierei di fare solo della grande disinformazione; ma per la prima volta inizio a sentire un bel brivido dietro la schiena..
Disse qualcuno ieri: "CONVOCHERò OGGI IL MINISTRO DEGLI INTERNI E DARò LUI DISPOSIZIONI SU COME INTERVENIRE ATTRAVERSO LE FORZE DELL'ORDINE"
(n.b: a parte il fatto che in una democrazia, in quanto tale, manifestazioni pacifiche dovrebbero essere lecite, ma il Presidente del Consiglio è primo inter pares rispetto ai suoi Minsitri.. E quindi direi che può dare poche disposizioni.. Se mi sbaglio, correggetemi per favore!!!!)
Disse qualcuno oggi: "NON HO MAI DETTO NE PENSATO CHE SERVISSE MANDARE LA POLIZIA NELLE SCUOLE. I TITOLI DEI GIORNALI CHE HO POTUTO SCORRERE SONO LONTANI DALLA REALTà"
Mi occupo della sola riforma dell'università, essendo propriamente quello l'ambito nel quale mi trovo a vivere e per evitare errori di interpretazione, copio e incollo direttamente il testo del DECRETO DI LEGGE, diventato legge:
LEGGE 133/2008
Art 16:
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.
Per il testo integrale: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
Ora, le mie conclusioni, da profano, probabilmente di parte, ma che comunque da giorni e giorni si sta informando, sono:
1.Tagli esagerati alle università, in 3 anni, porterebbero inevitabilmente, alla chiusura di queste!
2.La scelta dell'università pubblica a questo punto può essere o di diventare fondazioni private o no!
3.Le università a questo punto potranno aumentare senza alcun limite di legge, le già alte tasse universitarie che potrebbero arrivare a livelli esorbitanti, pari in pratica a quelle private, per università che vivono sulla ricerca scientifica (es: Biologia) a questo punto i finanziamenti potrebbero arrivare anche dall'esterno, come ad esempio le case farmaceutiche che, ovviamente, volendo difendere i loro interessi,decideranno loro su quale tipo di ricerca dovrà lavorare l'università della quale si occupano!
4.A questo punto si creerebbero università di serie A e serie B, sul modello americano!
Questo è quello che ho capito io.. Se è così, ragazzi, ho paura, tanta!
Postato alle ottobre 21, 2008 19:02 del martedì, 21 ottobre 2008
Questo quiz è stato ideato dai più grandi matematici della Terra, hanno addirittura collaborato, per circa 6 anni 20 impiegati della NASA e del CERN: sarete in gradi di risolverlo????
Prendete carta e penna e iniziate:
Una madre è 21 anni più piccola del figlio, tra sei anni il figlio sarà 5 volte piu giovane della madre: in questo momento, il padre, dov'è????
Avanti, spremete il cervello, ce la potete fare...
State pensando??
Niente aiuti
.
.
.
.
.
.
.
Ce l'avete fatta??
Volete la soluzione?? Sicuri??
Sicuri sicuri sicuri??
Ok, io ve la dico:
Se pongo
Età del figlio=X
Età della madre=Y
allora
x+21=y e quindi tra 6 anni
5(x+6)=y+6
risolvendo il calcolo
x=-0,75
ma -0,75 in mesi corrisponde a
0,75:1=x:12
x=9 mesi
ma essendo -0,75 allora la x iniziale è -9 mesi..
E quindi il padre si trova.. SOPRA LA MADRE!!!!
Senza divulgarmi troppo.. Vive sotto scorta, non può avere una vita sua ed è costantemente in pericolo perchè qualcuno lo vuole morto semplicemente perchè ha avuto ed ha ancora i coglioni di lottare per liberare il nostro Paese da certa sporcizia.
Al link la petizione di Repubblica, perhè non è un problema di Roberto, non è un problema di Napoli ne tantomeno della Campania, è un problema dell'ITALIA intera.
Postato alle ottobre 07, 2008 20:28 del martedì, 07 ottobre 2008
Il progetto di leggere questo libro, lo ammetto, c'era. I motivi che mi hanno portato ad ammirare il protagonista di questa storia, di questa avventura così tragica, li ho già detti in un altro post. Sono arrivato, in un'oretta di lettura, a pagina 76..
"Nelle Terre Estreme", libro da cui è tratto il film "Into the Wild" è da leggere tutto d'un fiato (grazie mille ragazzi per il pensiero, uno dei regali piu belli che poteste farmi; vero, mi conoscete fin troppo bene, siete grandi!!!!). Tanto interesse verso la "carta stampata" l'ho provato solo con un altro libro: "L'ombra dello Scorpione", stupendo, bellissimo.. Ma questo libro non si avvicina minimamente a quello di King, credo perchè in maggior misura, in questo caso, la storia che viene raccontata è una storia vera, la vera vita di un ragazzo che, in pratica, alla mia età, decide di abbandonare tutto, per cercare di capire cosa voglia dire ESSERE FELICI, REALIZZARE SE STESSI.
Non mi dilungo troppo, leggetelo!!!!
Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo? (C. J. McCandless che legge Lev Nikolaevič Tolstoj)
Ci sono persone convinte di non meritare l'amore. Loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti, cercando di chiudere le brecce al passato. (C. J. McCandless)
Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila... (C. J. McCandless)
Postato alle settembre 05, 2008 00:48 del venerdì, 05 settembre 2008
PREMESSA: Prendetevela sempre e comunque con CUDDLE!!!!
Allora, visto che la mia simpatica insonnia ha ben deciso di tornare a bussare (e come sempre, spero che i dottorini Calvi decidano di farsi i cazzacci loro!!), dato che non c'è proprio niente di decente in televisione, a parte PASSAGGIO A NORD OVEST che però oggi non è per niente interessante, considerato che ho esaurito la scorta di film, cartoni e telefilm da guardare, mi sono messo a spulciare i vecchi post dei blog che frequento.. E in cosa mi imbatto?? In questo.. Va bene che non sono stato nominato, ma fa niente, io mi autonomino e risolvo il problema (in fin dei conti sono giustificato.. All'epoca il caro PENNYG ancora non era nato!!!!!!)...
Allora, il giochino consiste in questo:
1.Prendere il libro più vicino
2.Sfogliare fino a pag 123
3.Contare le prime 5 frasi della pagina
4.Riportare nel blog le 3 frasi seguenti
5.Suggerire il gioco ad altri 3
Procedo: Il legame si chiama legame glicosidico. Tre disaccaridi comuni sono: maltosio (glucosio + glucosio), lattosio (galattosio + glucosio), saccarosio (glucosio + fruttosio). Qui è mostrata la reazione che forma il saccarosio
E per quanto riguarda me, si ,questo è un libro di corso.. Anzi, IL LIBRO DI CORSO!!! Quello che, purtroppo per me, da ormai circa 4 mesi si trova ininterrottamente di fianco al mio letto.. Perchè deve essere la prima cosa che vedo la mattina e l'ultima cosa che vedo la notte.. Il che la dice lunga sul mio attuale stato mentale!!
Essendomi io autonominato al gioco, mi autoautorizzo anche a lanciare la patata bollente (ok, questa frase è uscita decisamente più ambigua di come l'avevo pensata!!!! MA NON SIATE MALIZIOSI!!!!) a tre persone...
Dunque: IRENUCCIA88, NECRALEX87 e NICHOLASTEWART (ho scelto voi tre perchè SIETE OBBLIGATI A SAPERE DI CHE LIBRO I TRATTA!!!!!!!)..
Ed ora mi metterò a cercare qualche cagata su google!
Nome: Enzo Una persona decisamente stramba, ma anche normale. Lunatico e pazzo.. Un pò depresso.. Boh, non so bene neanche io chi sono, so solo di essere in eterno conflitto con tutto e tutti.. Magari prima o poi lo capirò, per ora mi va bene così o forse no, non lo so